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Quando cominciai a scrivere L’albero e la
rama, data la mia scarsa attitudine alla tecnologia, lo
cominciai su un quadernone rigorosamente a righe. Anche
nella storia che cominciavo a raccontare usavo il dialetto
siciliano, perché mi piaceva, poi un amico mi parlò de Il
birraio di Preston di Andrea Camilleri, lo lessi
tutto d’un fiato e scoprii un modo eccezionale di scrivere.
L’aveva fatto Verga, l’aveva fatto Pirandello, ma quella
lettura mi intimorì e per quattro anni non scrissi una
pagina. Avrei mai io scritto in quel modo? No. Non ho né la
sua esperienza né la sua maturità. Ma ci sto lavorando... |